Il brand è il marchio che rende riconoscibile la tua azienda, i tuoi servizi, i tuoi prodotti, e ne permette la diffusione in tutto il mondo. Insomma, un passaggio fondamentale da quando esiste il marketing moderno, ma anche da molti anni prima. Tuttavia, con gli anni che avanzano, sono state introdotte sempre più normative che regolano la creazione e la susseguente registrazione di un marchio. Bisogna rispettarle attentamente, se non si vogliono avere ripercussioni dal punto di vista legale.
In questo articolo andremo a snocciolare quelli che sono i passaggi fondamentali che concernono la registrazione di un marchio dopo la creazione di un brand. Oltre a tutti i passaggi burocratici, ce ne sono altrettanti davvero creativi. Questi possono riguardare la scelta del nome, fondamentale per il marketing, nonché di un logo riconoscibile e di una scritta accattivante con sapiente scelta di caratteri e colori in base a ciò che si vuole comunicare.
La normativa europea
La registrazione, forse è inutile sottolinearlo, è davvero un passaggio fondamentale: solo quando un marchio sarà stato registrato si avrà il diritto di usarlo in esclusiva. Diventa dunque importantissimo seguire le procedure minuziosamente: non te la caverai certo pagando la quota e basta! Con le nuove linee guida introdotte dal Regolamento UE 2015/2424, non è più necessario che il marchio sia rappresentato graficamente, a condizione che la rappresentazione sia chiara, precisa, intellegibile e facilmente accessibile.
Per i marchi UE, così come per la maggior parte dei marchi nazionali, è possibile presentare la domanda online. Le domande online per un singolo marchio UE costano 850 euro e possono essere effettuate in qualsiasi lingua. Il costo per presentare una domanda in formato cartaceo è di 1.000 euro, quindi è consigliabile optare per la presentazione online. Più in là, analizzeremo alcuni costi per la registrazione di un marchio su territorio nazionale.
L’Europa garantisce la tutela economica dei suoi cittadini, quindi ne deriva che ci sono una serie di valutazioni da considerare prima di inserire il proprio brand in una community globale in modo da poterlo sfruttare davvero al meglio. Supponiamo ad esempio che tu scelga di registrare il tuo marchio in un solo Stato membro, come l’Italia, dove ha sede la tua attività e la tua attività: puoi presentare domanda all’Istituto Italiano brevetti e marchi (UIBM) del ministero dello sviluppo economico. Ad esempio, se intendi condurre affari esclusivamente in Belgio, Paesi Bassi e/o Lussemburgo, ti consigliamo di optare per una registrazione regionale europea presso l’Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale (BOIP), che protegge il tuo marchio negli Stati membri selezionati.
Tuttavia, se prevedi di espandere la tua attività in più stati membri dell’UE, la soluzione migliore è depositare una domanda di marchio presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) per ottenere un marchio dell’Unione Europea ( MUE). Questo marchio è valido in tutti gli Stati membri dell’UE e, se nuovi paesi aderissero all’UE, il tuo marchio sarebbe protetto anche nelle new entry.