Helldivers 2: Quando un videogioco scatena un dibattito sociale

Un nuovo videogioco dell’Arrowhead Game Studios, appena rilasciato questo febbraio, sta suscitando molto scalpore nella comunità dei gamer. Il gioco si chiama Helldivers 2, e la premessa è molto semplice: i giocatori devono lavorare insieme come una squadra speciale di soldati per salvare la terra, respingendo insetti alieni, cyborg e robot. Insomma, niente di particolarmente originale o innovativo, un classico, in effetti. Quindi… perché tantissime persone ne stanno parlando?

Iniziamo subito col parlare dei contenuti, che sia come stile che come tematiche, sembrano riprendere molto di “Starship Troopers”, un film di fantascienza del 1997 sulla futura guerra dell’umanità contro gli alieni, che però in realtà è sempre stato un film satirico, anche se per tanti anni questo aspetto non sia stato capito del tutto.

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Allo stesso modo, sembrerebbe che tanti elementi di Helldivers 2 stiano passando inosservati e che la gente non abbia colto la sua natura satirica. In questo gioco, come nel film citato prima, le narrazioni ruotano attorno a questa lotta contro queste specie aliene che si ribellano, effettivamente, all’espansionismo della terra, con un particolare focus sul ruolo militare nella difesa del proprio pianeta. Insomma, già da queste premesse si dovrebbero poter captare delle problematiche nella narrazione, incominciando col fatto che la terra viene presentata come un regime autoritario unificato, in cui il servizio militare è glorificato e considerato anche un dovere di cittadinanza. Per aggiungere al tutto, vi sono anche degli espliciti elementi di propaganda, come nazionalismo esplicito e, appunto, la retorica militaristica.

Parliamo nel dettaglio, il gioco è ambientato su questa “Super Earth”, una versione futuristica del nostro pianeta in cui tutta l’umanità è sottoposta ad una “democrazia gestita”. Super Earth ha raccolto risorse e tecnologie dai vari pianeti che ha conquistato durante una storica Guerra Galattica e sta, attivamente, continuando a colonizzare la galassia. Un giorno, tutti i pianeti vittime di questa colonizzazione decidono di ribellarsi. Il tuo compito è di sterminare tutti i ribelli per ristabilire la tua supremazia. Sin da subito, la satira è evidente. Quando inizi a giocare sei accolto dalla propaganda dove è mostrato un video di un insetto alieno che mangia una famiglia di umani, rappresentazione molto aggressiva di una intera popolazione.

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Dunque, dovrebbe essere abbastanza chiaro l’intento satirico di sia il gioco che il film, (sottolineato dai creatori) dove l’obiettivo è quello di criticare aspetti del fascismo e il pericolo del patriottismo acritico e le conseguenze che porta, come la normalizzazione della violenza come mezzo di applicazione della legge, sia con i propri cittadini che con chiunque osi ribellarsi. Ma quindi, vi chiederete, perché se ne parla tanto?

Beh, il fulcro della questione è che molte persone, forse troppe, sembrano non aver colto l’aspetto ironico e critico. Anzi, alcuni hanno addirittura fatto dichiarazioni del tipo “beh, in un contesto del genere, io farei la stessa cosa”. Il dibattito si è da lì esteso ad una analisi più profonda della società in cui le persone non si rendono conto che soltanto perché il tuo giocatore è un personaggio principale, non significa che sia necessariamente un eroe, ed ha fatto riflettere su come il punto del gioco non fosse esaltare l’ideologia della conquista, della violenze e dei genocidi.

In un mondo dove le statistiche mostrano una tendenza angosciante sempre più alta verso totalitarismi e una crescente simpatia per regimi fascisti, questo gioco ha buttato luce su una questione molto più profonda. Al momento, questi dibattiti hanno solo aumentato la fama di questo gioco, che sta riscuotendo sempre più successo, ma sarebbe interessante giocarci e provare a rendersi conto delle dinamiche sociali e politiche mostrate, sempre con scopo parodiche, e riflettere su quanto ci stupiscano e, soprattutto, se lo fanno ancora.