I robot sono già in crisi? Ecco il dato che allarma…

Qualche tempo fa sembrava che la crescita della robotica non dovesse avere una fine rapida ma, in realtà, i dati che arrivano dall’Association for Advancing Automation (A3) sembrano suggerire una visione diversa.

Di fatti, dopo due anni di crescita costante e ben dinamica, gli ordini di robot industriali sono diminuiti di quasi un terzo lo scorso anno nel mercato nordamericano, una delle locomotive del settore. In particolare, nel 2023 sono stati acquistati 31.159 robot industriali, contro i 44.196 di un anno prima, per una flessione del 30% in quello che è un mercato chiave.

Ma quali sono le ragioni di questo calo?

La flessione non è del tutto sorprendente, considerato che già in corso d’anno diversi report suggerivano che il dato sarebbe stato in diminuzione, gettando così un po’ di acqua fredda su quella che è una delle industrie del momento.

Le determinanti del passo indietro sono molteplici. In primo luogo, la preoccupazione di quello che potrebbe accadere in un settore solo parzialmente regolamentato. In secondo luogo, una contrazione fisiologica dopo vendite record nell’ultimo biennio, che hanno fatto da apripista per una regressione alla media forse inevitabile.

C’è poi da considerare l’effetto della tendenza macroeconomica. I robot industriali non sono esattamente un prodotto di lusso, ma hanno spesso costi iniziali piuttosto elevati, il cui investimento potrebbe essere scoraggiato in un simile contesto di mercato, quando diverse aziende potrebbe preferire opzioni come quelle dei modelli di noleggio robotica as a service.

Insomma, in fin dei conti forse la determinante principale di quanto sta avvenendo è da ricercarsi proprio nell’incertezza dei tempi.

E per il 2024? È sempre la stessa associazione ad aprire spiragli di ripresa, affermando che anche se il 2023 si è complessivamente chiuso con un forte segno meno, in realtà gli ultimi tre mesi hanno rilevato un’accelerazione rispetto al periodo immediatamente precedente.

Insomma, un segnale promettente che probabilmente potrebbe fare da apripista a un 2024 di ripresa, soprattutto se i venti contrari iniziano ad attenuarsi.