La Luna è sempre più vicina: cos’è Odysseus e perché dovrebbe interessarci

Dopo lunghe attese, è finalmente partita la missione spaziale americana che ha l’obiettivo di provare un allunaggio da parte della società privata Intuitive Machines, compagnia di Houston che guida la missione IM-1 e che spera di diventare la prima entità non governativa a realizzare un simile approdo morbido sulla Luna, facendo atterrare il primo robot americano sulla superficie dopo le missioni Apollo di più di 50 anni fa.

Odysseus è il nome del suo lander Nova-C: un moderno Ulisse che è decollato alle 7 del mattino ore italiane a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9, dopo un ritardo dovuto alle temperature anomale del dispositivo mentre lo si riforniva.

Confermato: il lander Nova-C si è separato e continua il suo viaggio verso la Luna” – ha scritto la NASA su X, ufficializzando di fatto il buon esito di questa prima parte dell’operazione spaziale.

Cosa succederà ora a Odysseus

Concluse regolarmente le operazioni sulla Terra, rimane ora da guardare al cielo e sperare che le cose vadano per il verso giusto.

I tempi sono abbastanza stringenti. Nonostante il rinvio per gli imprevisti di cui sopra, infatti, la navicella dovrebbe raggiungere il sito di atterraggio Malapert A il 22 febbraio, un cratere che ha una distanza di circa 300 km dal polo sud.

L’obiettivo dichiarato è quello di mettere le basi per una presenza a lungo termine sul sito, e raccogliere ghiaccio per l’acqua potabile e per il carburante per i missili del programma Artemis, che cerca di creare una rotta Luna – Marte.

Sul breve termine, invece, si cercherà di mettere in opera il bagaglio portato sulla Luna, che comprende un archivio digitale della conoscenza umana e 125 piccole sculture della Luna di Jeff Koons. Il funzionamento dei macchinari dovrebbe essere garantito per 7 giorni, al termine dei quali la notte lunare dovrebbe avere la meglio, rendendo Odysseus inutilizzabile.