Madonna, l’IA e il futuro dell’industria del trattenimento

Madonna sembra essere una delle prime celebrità ad integrare l’intelligenza artificiale e le sue capacità di generare contenuti sul momento. È possibile notare questa sua tendenza nel suo ultimo tour, dove, come sfondo delle sue canzoni, si può osservare la proiezione di immagini chiaramente create artificialmente, utilizzando le stesse funzioni “text-to-video” (dal testo al video) disponibili su molti servizi dei chatbot di IA, alcuni accessibili anche da noi, anche se spesso bisogna iscriversi ad una funzione premium per poter creare buon materiale.

Come si deduce da questo piccolo preambolo, l’IA e la sua tecnologia capace di creare tutto ciò che si può mettere in parole, spaventa non poche persone nell’industria dell’intrattenimento, professionisti che temono che, prima o poi, il loro ruolo potrebbe essere soppiantato dai computer. Fortunatamente, prima che qualcosa del genere sia pubblicamente possibile, c’é ancora parecchia strada da fare e molte questioni di natura etica e legale da discutere e moderare.

Tornando a noi, quindi, Madonna è tra i primi artisti che hanno ufficializzato l’utilizzo dell’IA in un concerto. La sua Content Director, responsabile del design e della parte grafica dello spettacolo, ha ammesso di aver provato a rivitalizzare il video originale de “La Isla Bonita”, in particolare, ma che gli effetti speciali erano risultati molto blandi e poco soddisfacenti, mentre l’IA ha totalmente raggiunto le loro aspettative.

Madonna che beve
Madonna che beve – @madonna

Il team di Madonna ha utilizzato un prodotto della startup di New York “Runway”, diventato lo scorso giugno “Gen-2”, che da esattamente un anno è uno dei principali programmi alimentato da IA con funzionalità “text-to-video”. In realtà, però, sembrerebbe che ChatGPT di OpenAI abbia creato un software ancora più innovativo e potente, chiamato Sora, che al momento non è stato ancora reso pubblico.

Il CEO di Runway ha enfatizzato più volte che il loro programma non è semplicemente un servizio quasi “magico” in grado di riprodurre esattamente ciò che hai in mente. Piuttosto, è concepito per assistere i professionisti del mondo creativo, specialmente i montatori, che spesso si trovano a operare con piattaforme obsolete e incontrano difficoltà. L’obiettivo è quello di fornire supporto nella generazione di contenuti utili che potrebbero non essere stati originariamente girati, come ad esempio “b-roll” o video di sfondo per documentari, che mostrano scene pertinenti al contenuto discusso durante le interviste.

ia-Matheus Bertelli-Pexels.com

Eppure, è molto facile intravedere quali siano i pericoli di un servizio in grado di generare immagini totalmente fittizie, partendo dall’abuso propagandistico di cui potrebbe diventare mezzo un giorno, alla possibilità di creare video pornografici con facce di persone riconoscibili e realistiche. Il secondo caso, tra l’altro, è già avvenuto più volte. La questione dei “Deep Face” è già stata sollevata più volte dopo video comici di politici che dicono o fanno cose assurde, sono diventati virali. In realtà, quindi, si voleva più aiutare a ridurre i costi delle produzioni che per ogni progetto dovevano per forza far smuovere una intera crew per poter fare delle riprese che invece, con l’intelligenza artificiale, si potrebbero ricreare gratuitamente o comunque per molto meno.

Poiché, però, sarà inevitabile l’uso potenzialmente sinistro di questi programmi, le autorità di regolamentazione che lavorano per le principali aziende tecnologiche, hanno promesso di rilasciare una sorte di marchio su tutti i prodotto generati artificialmente, sperando così di ridurre i rischi. Insomma, Madonna è una delle prime pioniere dell’IA in un contesto artistico di così grande rilevanza, ma non sarà l’ultima. Anzi, si pensa che tra poco gli artisti inizieranno a vendere la propria immagine a brand pubblicitari, permettendogli di creare videoclip con le loro facce generate artificialmente.