DALL-E cambia ancora: ecco cosa ti permette di fare con l’intelligenza artificiale

Altre novità in casa DALL-E di OpenAI, il programma di intelligenza artificiale che consente di generare immagini in pochi secondi, frutto del lavoro dell’algoritmo creato dalla nota società, uno dei leader mondiali dell’AI generativa.

Stando a quanto è stato reso noto dalla stessa società, DALL-E ha ricevuto un paio di aggiornamenti che aiuteranno tutti gli utenti a dare forma ai lavori generati con l’intelligenza artificiale. Ma in che termini?

Come cambia DALL-E: quello che devi sapere

Innanzitutto, DALL-E presenta ora diversi strumenti di modifica delle immagini quando si utilizza il programma all’interno di ChatGPT, sia sul web che sul cellulare. Si tratta pertanto di una novità che garantisce all’utente la possibilità di effettuare degli interventi sulle immagini generati direttamente da ChatGPT, con una maggiore facilità di sfruttamento delle opzioni di versatilità del gioiellino di OpenAI.

In aggiunta a ciò, DALL-E offre ora suggerimenti di stile preimpostati che possono essere utili per i più incerti, al fine di ispirare la creazione di immagini. Il funzionamento è molto simile, per intenderci, ai suggerimenti per gli sfondi generati dall’intelligenza artificiale di Android. Effettivamente, l’innovazione permette di elevare la propria creatività su livelli finora mai sperimentati, visto e considerato che consente di creare qualcosa di davvero unico.

Perché DALL-E cambia ancora

Ma per quale motivo DALL-E continua a cambiare? Giunto alla sua terza generazione, appare evidente ai più come i recenti aggiornamenti siano per lo più finalizzati a rendere il programma più facile da usare.

DALL-E 3 ha per esempio aggiunto l’integrazione con ChatGPT, che toglie all’utente l’onere di scrivere una richiesta di immagine perfettamente descrittiva: basta infatti dire a ChatGPT che cosa si vuole, e lui farà il resto.

In tal senso, l’aggiornamento che ora ha interessato DALL-E sembra essere un’estensione di questo sistema, permettendo agli utenti DALL-E più occasionali di modificare e perfezionare i propri risultati dall’interfaccia di ChatGPT, e avvicinando in questo modo sempre più persone alla fruizione dell’algoritmo che, in alcuni casi, potrebbe risultare poco appetibile o poco pratico.

I nuovi suggerimenti stilistici del servizio DALL-E 3 sembrano inoltre rispondere a una domanda correlata a quanto sopra, ma leggermente diversa, di un utente alle prime armi. Provocatoriamente: perché dovrei utilizzare DALL-E? Che cosa potrei farci con queste potenzialità?

Sebbene sia – appunto – una provocazione, in realtà è ben di più di tutto ciò. Effettivamente a volte trovarsi davanti uno strumento con così ampie potenzialità, ma da parte di utenti che hanno poche effettive idee su cosa farci in concreto, potrebbe generare ben più di qualche perplessità o rischio di disaffezione.

In questo contesto, i nuovi suggerimenti fungono da punto di partenza per la creazione di un’elaborazione originale, includendo degli stili che sembrano avvicinare anche gli utenti più pigri al tentativo di creare qualcosa di nuovo. Stili come xilografia, gotico, synthwave e disegno a mano, vengono ora visualizzati con il mouse con degli esempi concreti: basterà sceglierne uno per aggiungerlo al proprio prompt.

A quel punto, starà al cliente fare il passo successivo e dare sfoggio della propria creatività: all’utente verrà dunque lasciato il pallino del gioco, ma potrà pur sempre utilizzare uno strumento che lo avvicinerà, passo dopo passo, alla realizzazione del proprio progetto personale.

L’affidabilità e la fiducia in DALL-E

Come osservava correttamente The Verge, la mossa da parte di OpenAI sembra essere coerente alle altre novità che la società ha deciso di approntare nel corso degli ultimi mesi. Per esempio, di recente OpenAI ha lavorato per affrontare un problema un po’ più pressante legato alla creazione di immagini da parte dell’intelligenza artificiale: la fiducia.

All’inizio di quest’anno, l’algoritmo ha come noto iniziato ad aggiungere filigrane e metadati visibili per indicare che l’immagine è stata generata dall’intelligenza artificiale e non risulta essere farina del sacco di un artista.

Si è trattata di una novità gradita alla maggior parte degli operatori, considerato che sensibilizza sull’importanza di dare il giusto termine di attribuzione della proprietà di un’immagine.

Certo, si tratta evidentemente di un buon inizio, ma è facile capire come tutti questi strumenti possano essere facilmente rimossi se qualcuno di scorretto ne avesse la relativa intenzione…