Da Bard a Gemini, i miglioramenti dell’IA di Google

Negli ultimi anni abbiamo assistito dell’avvento dell’intelligenza artificiale in più settori e con nomi diversi in relazione al marchio a cui appartenessero. Sicuramente sapete, quindi, che anche Google ha lanciato, circa un anno fa, un assistente IA (intelligenza artificiale) di Google, denominato “Bard”. Bard ha riscosso abbastanza successo finché non fu fatto noto un suo errore rispondendo a una domanda sul telescopio spaziale di James Webb ( qui puoi trovare una panoramica generale sul chatbot Bard ).

Da quel momento in poi, Google ha dovuto rivisitare il suo assistente ed introdurre un sistema di feedback grazie al quale le sue risposte e la loro accuratezza venivano verificate prima di essere approvate. L’applicazione di questo nuovo processo, ha portato grandi miglioramenti e aggiornamenti. Il passo più significativo è stato, sicuramente, compiuto nel dicembre del 2023 quando Google ha aggiornato il modello di linguaggio base, anche conosciuto come LLM, da Pathways Language Model 2 a Gemini.

Gemini ha sicuramente fatto molto la differenza, ed infatti ormai l’IA di Google è conosciuta principalmente come Gemini e non più Bard. Questo modello di linguaggio è stato descritto come quello più potente di Google, che ha apportato miglioramenti nelle capacità linguistiche, integrato la generazione di immagini IA e rendendolo, quindi un assistente IA molto più multiforme! Poiché la differenza era molto sostanziale rispetto a prima, Bard è stato rinominato totalmente solo come Gemini, proprio per marcare la sua nuova identità e le sue nuove caratteristiche.

Foto device google
Foto device google – Pixabay – Pexels.com

Ma insomma, sarà Gemini all’altezza di competere con Copilot? Basato su GPT4? Quanto possiamo fidarci delle sue prestazioni? Per rispondere a queste domande, dobbiamo sicuramente dare un’occhiata più analitica alle sue nuove funzioni!

Iniziamo dalla sua accessibilità. L’IA di Google è disponibile tramite diversi canali, uno dei quali è, per esempio, l’iscrizione avanzata di Google che viene col piano Google One AI Premium, oppure l’app Android Gemini. Vi è anche una versione detta Gemini Nano, utilizzabile sul Google Pixel 8 Pro. Questo significa che ci sono, sì, più modi per poterlo scaricare su diversi dispositivi e questa è una cosa sicuramente utile per chi è abituato ad utilizzare più mezzi tecnologici nel quotidiano, ma è anche vero che dovrai seguire procedure specifiche o avere determinati abbonamenti per farlo. Quindi, se hai accesso a uno di questi canali, potrai utilizzare l’intelligenza artificiale di Google, ma altrimenti potresti non essere in grado di farlo.

Per quanto riguarda l’interfaccia, quando gli utenti accedono a Gemini, vengono accolti da un messaggio di benvenuto personalizzato. Ciò significa che l’app riconosce chi sta usando il servizio e lo accoglie in modo personalizzato, il che serve a creare un’esperienza più coinvolgente per l’utente. Oltre a questo, è l’app più semplice da usare e provvede lei stessa a fornire dei suggerimenti rapidi per avviarne l’utilizzo nella sua massima capacità.

In sintesi, questo passaggio evidenzia come Gemini sia in grado di fornire un’esperienza personalizzata agli utenti, accogliendoli con messaggi personalizzati, e come sia in grado di fornire assistenza rapida e suggerimenti per facilitare l’interazione con l’IA, dimostrando così la sua versatilità e utilità.

Telefono in ricarica
Telefono in ricarica – Lum3n – Pexels.com

Quando si tratta di generazione di testi originali, Gemini è stata testata nella stesura di una email dove un dirigente stava licenziando un suo impiegato, ma la risposta è stata eccessivamente formale e ha lasciato a desiderare per la sua freddezza e mancanza di empatia. Questa caratteristica evidenzia la tendenza dell’IA di Google a privilegiare l’accuratezza fattuale rispetto all’espressione emotiva.

Sembrerebbe però che, nel momento in cui viene specificato che il messaggio debba essere di natura informale, Gemini sia stato capace di generare una email molto toccante dove un figlio informava la madre del proprio licenziamento. Rispetto alla risposta letterale del suo “rivale” Copilot, Gemini è riuscito a catturare e trasmettere le sfumature emotive del messaggio.

Insomma, Gemini sembra essere decisamente un assistente IA migliore di Bard, ma che potrebbe migliorare ancora di più.